Lorenzo Marabini Lemonade
Serie Animalia, di Lorenzo Marbini Make me sober, flamingo! - acrilico su tela, 82x30 cm (dittico)

«Debitrice al mondo della comunicazione e della pubblicità, l'opera di Lorenzo Marabini, ha il suo punto di forza nella provocazione e nel paradosso che approfitta di un fraintendimento, per suscitare reazioni tanto immediate da essere percepite a pelle...»


- da Rivers of  A.I.R. - Art Industry Recycling, a cura di Tobia Donà e Beatrice Buscaroli

 ANIMÀLIA  (la serie)

serie Animàlia, di Lorenzo Marabini And the world is like an apple - acrilico su tela, 50x123 cm (dittico)
serie Animàlia, di Lorenzo Marabini Youre Magic - acrilico su tela, 50x123 cm (dittico)
serie Animàlia, di Lorenzo Marabini timBALLO di ANATRA all'ARANCIA - acrilico su tela, 300x235 cm (trittico)

Nella serie di dittici Animalia il fruitore è chiamato a "dialogare" con le opere in un’esperienza di composizione unitaria e creativa di elementi separati e diversi.

Animalia è inclusiva: mette da parte le differenze e induce a sorridere. Affronta metaforicamente e ironicamente il rapporto con l’altro da sé. E' uno sguardo sulla natura, sugli animali e infine sulla stessa identità - sempre più indefinita - dell’uomo contemporaneo (penso alle differenze di idee e di gusti, al gender, e perfino al corpo post-umano…). Pare che tutto sia intimamente connesso nell'Universo. Animalia sottolinea la relazione di interdipendenza e di necessaria convivenza sostenibile tra tutti gli esseri viventi sulla Terra, indifferentemente dalla specie e dal genere…

- Lorenzo Marabini

 
serie Animàlia, di Lorenzo Marabini Chela dOrata - acrilico su tela, 245x80 cm (dittico)
 
 
 
Animàlia - Lorenzo Marabini Sardina Ballerina - acrilico su tela 245x80 cm (dittico )
 
 
 
serie Animàlia, di Lorenzo Marabini Il Quaniglio - acrilico su tela, 103x60 cm (dittico)
Le fantastiche e mostruose combinazioni di Animalia sono frutto di un gioco di combinazioni, ma al loro interno hanno anche qualcosa di intramontabile come le figure della mitologia...

«E l'oggetto può essere un piccolo mostro, con la testa di un leone e il corpo di un delfino. Il secondo guizzerebbe, il primo spalancherebbe le fauci. Potrebbe adornare un ingresso o semplicemente schizzare fuori da un muro senza qualsiasi scopo apparente. L'assenza di ogni scopo lo renderebbe stranamente riconoscibile. Quando si fa un certo genere di lavoro, e si arriva a una certa età, nulla è tanto riconoscibile quanto l'assenza di ogni scopo. Lo stesso vale per una combinazione di due o più attributi, segni caratteristici, proprietà - per non parlare dei sessi. Nell'insieme, tutte queste creature da incubo - draghi, grifoni, basilischi, sfingi con petto muliebre, leoni alati, cerberi, minotauri, centauri, chimere - che ci vengono dalla mitologia (la quale avrebbe pieno diritto al titolo di surrealismo classico) sono autoritratti dell'uomo, nel senso che denotano la memoria genetica della sua evoluzione. [...] E non c'e' in esse niente di freudiano, niente di sub- o inconscio. Data la natura della realtà umana, l'interpretazione dei sogni è una tautologia, e tutt'al più potrebbe essere giustificata solo dalla proporzione tra luce diurna e tenebra notturna...»

- da "Fondamenta degli incurabili" di Iosif Brodskij


 
serie Animàlia, di Lorenzo Marabini Rosso Profondo - acrilico su tela, 245x80 cm (dittico)
 
serie Animàlia, di Lorenzo Marabini Gambero Rotto - acrilico su tela, 245x80 cm (dittico)
 
 
serie Animàlia, di Lorenzo Marabini Vacca Boia - acrilico su tela, 245x80 cm (dittico)
 
serie Animàlia, di Lorenzo Marabini Lumacone Romagnolo - acrilico su tela, 245x80 cm (dittico)
 

Lorenzo Marabini, pittore scambista
di Tobia Donà

« “M‛culloch, John Ramsay (1789), statistico ed economista fu libero scambista. Oppenheim, Heinrich Bernhard (1819), docente e profugo politico, fu deputato e libero scambista. Prince-Smith, John (1809), membro della camera dei deputati prussiana, fu libero scambista. Devas, Charles Stanton (1848), insegnò economia politica al Stonyhurst College, fu libero scambista. Neumann Spallart, Franz Xavier von (1837), economista e statistico, fu libero scambista. Hübner, Otto (1818), mercante e finanziere austriaco, fu libero scambista. Bowring Sir John (1792) politico, scrittore di politica ed economia, fu libero scambista…”

Re‐inventare, ridare anima. Rappresentare di nuovo in modo diverso. Dare corpo, rendere vero. E infine mescolare tutto, scambiare per accorgerci e, consolarci, che tutto va bene, tutto funziona ugualmente. Scambista convinto, poiché intende per scambio un gesto “fatto col fine di acquistare un bene la cui utilità è giudicata superiore a quella del bene che si dà in corrispettivo”, Lorenzo Marabini pratica un’arte che non è denuncia, non è noiosa protesta, non vuole portare all’attenzione fatti ingiustizie... uniformandosi al coro della moda che attraversa indistintamente molti big internazionali e artisti alle prime armi. Lorenzo è pratico, è intelligente, ha studiato filosofia, comunicazione e ha lavorato tanto nella pubblicità, il suo lavoro arriva dritto, rapido come un treno a tutta velocità, ci scuote e ci devasta poiché comprendiamo che tutto è da cambiare, e non vi sono certezze.»

 
 

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