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Lorenzo Marabini 

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LORENZO MARABINI

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Profilo

Lorenzo Marabini

"Le cose, così come sono, non mi sembrano soddisfacenti. […] Questo mondo così com’è fatto non è sopportabile.

Ho bisogno della luna o della felicità o dell’immortalità, di qualcosa che sia demente, forse, ma che non sia di questo mondo. […]  Eliminerò chi mi contraddice e anche le contraddizioni..."

-   Albert Camus (Caligola)

 

Lorenzo Marabini (Cervia, 1973) vive e lavora attualmente a Imola. Si forma al Liceo Artistico di Ravenna e si laurea con lode in Filosofia Estetica all'Università di Bologna, con una tesi dal titolo: “Platone e le avanguardie artistiche del Novecento - L'astrattismo come profezia del nuovo o come rielaborazione dell'antico? ”

 

Ha vissuto a Milano per un lungo periodo, dove il confronto con ambienti dinamici legati all'arte, al design, alla comunicazione e alla cultura progettuale contribuisce ad ampliare un percorso già orientato all'attraversamento di linguaggi e contesti differenti.

 

La sua ricerca si sviluppa principalmente attraverso la pittura, affiancata, in diverse fasi, dal video, dalla performance e da progetti interdisciplinari. Più che l'appartenenza a un singolo linguaggio, a caratterizzarne il percorso è l'interesse per i processi attraverso cui immagini, oggetti e individui acquistano significato nelle relazioni che stabiliscono tra loro, con il contesto, con la memoria e con lo sguardo di chi li incontra.

 

La figura umana e l'identità, il rapporto tra parte e insieme, il binomio presenza-assenza, riconoscibilità e trasformazione attraversano nuclei differenti del lavoro: Frames, nato dal rapporto con l'immagine “reale” e cinematografica; Individui, incentrato sulla figura e sull'identità; gli sHotlines, nei quali il gesto balistico interviene fisicamente sulla superficie pittorica; fino agli ibridi, dittici e polittici di Tuttuno. Distinguere per unire (Animalia), dove ancora elementi autonomi, talvolta apparentemente distanti, costruiscono attraverso l'accostamento una nuova unità e nuovi significati.

 

In questo processo hanno un ruolo importante anche il titolo, l'ironia e lo spostamento semantico: parola e immagine entrano spesso in relazione producendo associazioni inattese, talvolta paradossali, che sottraggono l'opera a una lettura univoca, con pregnanti riferimenti alla cultura visiva, ma anche alla tradizione storica, alla filosofia, alla scienza.

 

È una ricerca che, pur senza derivarne direttamente, incontra questioni presenti in ambiti diversi del pensiero contemporaneo: l'idea che individui e oggetti non possano essere pienamente compresi come entità isolate e che identità, funzione e significato emergano piuttosto dalla rete di relazioni nella quale sono inseriti. Una prospettiva che trova consonanze, su piani differenti, nel pensiero di Gilbert Simondon, per il quale l'individuo va compreso attraverso un processo di individuazione che tende a far coincidere la propria genesi con il sistema di relazioni in cui vive e opera e con una dimensione originaria preindividuale, ricca di potenzialità; nella fisica relazionale di Carlo Rovelli, dove le proprietà delle cose si definiscono nelle loro interazioni, assumendo valore relativo rispetto a ciò con cui entrano in relazione; e, sul versante letterario, nello sguardo di Italo Calvino, attraverso uno dei suoi personaggi più celebri, Palomar, per il quale il tentativo di osservare e circoscrivere le cose finisce continuamente per rivelare la trama profonda di rapporti che le lega al mondo e all'osservatore, ben oltre la loro apparente unicità.

 

Nell'ambito della critica e della storia dell'arte, invece, tra i diversi riferimenti assume particolare rilievo Arturo Schwarz, nella sua lettura del Surrealismo come condizione esistenziale e atteggiamento mentale di continua ricerca conoscitiva, prima ancora che stile formale o stagione storicamente circoscritta: un moto della coscienza, una pratica di libertà dello sguardo e di rivolta poetica contro le convenzioni, nel costante tentativo umano di interrogare la realtà prima ancora di tradursi in una tecnica o in un linguaggio determinato.

 

In questa visione prismatica della realtà, ciò che una cosa è non coincide mai del tutto con ciò che essa è isolatamente: è anche ciò che diventa nella relazione con altro nel binomio identità-alterità.

 

Percorso espositivo e progetti (selezione)

 

Il percorso espositivo si sviluppa dagli anni Duemila tra gallerie, spazi culturali, festival, manifestazioni pubbliche e progetti interdisciplinari in Italia e all'estero: Ravenna, Bologna, Milano, Venezia, Parigi, Rovigo, Forlì, Faenza, Bagnacavallo, Imola e Rovereto.

A Ravenna partecipa alla collettiva Astrazioni e presenta la personale Frames, accompagnata da un testo di Tobia Donà, alla Ninapì Nesting Art Gallery di Chiara Fuschini e Giuseppe Padula. La galleria ha intrecciato nel proprio percorso arte contemporanea e design internazionale, presentando, tra gli altri, Hermann Nitsch, Italo Scanga, Dale Chihuly e Peter Shire (gruppo Memphis).

 

Nel 2011 è tra gli artisti selezionati per il 55° Premio Marina di Ravenna, promosso da CAPIT/FaroArte in collaborazione con il MAR – Museo d'Arte della Città di Ravenna, con giuria presieduta da Claudio Spadoni. Nello stesso periodo viene selezionato da Carlo Polgrossi per 8 artisti alla Gervasia, a Villa Gervasia, Bagnacavallo.

 

A Milano presenta Ritratti presso MalagAtelier; a Dozza il progetto Individui presso Le Bistrot, uno dei luoghi del circuito del Muro Dipinto, accompagnato da un testo critico di Annalisa Cattani. A Parigi partecipa alla collettiva C-FATAL alla Galerie Hubert Karaly, mentre a Venezia presenta opere del ciclo Animalia al Paradiso Perduto, storico ambiente della vita culturale contemporanea veneziana. Opere dello stesso ciclo vengono inoltre presentate alla Biennale del Disegno di Rimini.

Nel 2013 partecipa a Rivers of A.I.R. – Art Industry Recycling, progetto dedicato al rapporto tra arte, industria e sostenibilità, promosso da Cartiere del Polesine e Comieco e presentato alla Pescheria Nuova di Rovigo; il catalogo è curato da Tobia Donà e Beatrice Buscaroli.

 

Una parte del percorso si sviluppa infatti nell'incontro tra arte, impresa, design e cultura contemporanea. A Milano partecipa a HOMI – Fiera degli Stili di Vita, Fiera Milano Rho, con Arte da Mangiare Arte / Umanitaria; presenta Animalia a Palazzo delle Stelline nell'ambito della rassegna Bottiglie Aperte, con Presso Kook Sharing, progetto milanese dedicato all'incontro tra design, cultura dell'abitare e nuovi modelli di condivisione. Nel 2019 viene selezionato da Angelo Crespi per Popack – Art Exhibition on Packaging, progetto triennale presentato nell'ambito del Milano Licensing Day e dedicato allo sviluppo di collaborazioni tra artisti e brand contemporanei.

Opere e progetti vengono inoltre presentati in manifestazioni e luoghi non convenzionali, tra cui Abbinamenti, all'interno della manifestazione Vinessum, presso l'Antico Convento di San Francesco di Bagnacavallo, proseguendo una pratica espositiva aperta al confronto con pubblici e contesti differenti.

Video, performance e immagine in movimento (selezione)

 

Una componente significativa del percorso, sviluppata precedentemente e parallelamente alla pittura, riguarda il video, la performance e la sperimentazione sull'immagine in movimento.

Nel contesto della ricerca sui nuovi linguaggi audiovisivi partecipa a Netmage – International Live Media Festival di Bologna, manifestazione legata all'esperienza di Xing, con EYEROPHANY, installazione/evento performativo a Palazzo Re Enzo dedicato a David Lynch, in un progetto che coinvolge Enrico Ghezzi, Angelo Badalamenti, Lorenzo Miglioli ed Emiliano Montanari.

Con Emiliano Montanari realizza inoltre Slow Motion (Nic Endo Remix) per Tying Tiffany, presentato al Bizzarro Film Festival di Bologna e successivamente trasmesso da MTV.

 

Nel 2021 presenta alla Pallavicini22 Art Gallery di Ravenna la personale Tuttuno. Distinguere per unire, a cura di Annalisa Cattani. La mostra riunisce opere realizzate nell'arco di diversi anni e rende particolarmente esplicita una ricerca fondata sulla relazione tra elementi distinti e sulla possibilità di far scaturire, attraverso il cortocircuito tra immagini e tra immagini e parole, associazioni inattese e nuove prospettive di senso.

Nel 2023 partecipa con il progetto sHotlines alla rassegna internazionale HUMAN RIGHTS_HOPE, dedicata ai diritti umani e alla pace e ospitata presso la Fondazione Campana dei Caduti di Rovereto, nell'ambito delle iniziative promosse da AIAPI – International Association of Art e collegate al circuito internazionale UNESCO.

Nello stesso anno presenta a Imola, presso VIÙ Studio, Non c'è più spazio per la fantasia, è tutto occupato dalla realtà…, proseguendo anche la scelta di mettere la pittura in relazione con spazi legati alla progettazione architettonica.

 

Nel 2026 vince il concorso d'arte dedicato al 1500° anniversario della morte di Teodorico il Grande, promosso a Ravenna da CARP APS e Pallavicini22 Art Gallery, in collaborazione con l'Archivio Collezione Ghigi-Pagnani. Le opere finaliste sono esposte in galleria dal 12 al 19 settembre 2026.
 

Dicono di lui:

 

«Debitrice al mondo della comunicazione e della pubblicità, l'opera di Lorenzo Marabini, ha il suo punto di forza nella provocazione e nel paradosso che approfitta di un fraintendimento, per suscitare reazioni tanto immediate da essere percepite a pelle»

- Tobia Donà (Accademia Belle Arti Bologna)

 

«... la profondità di questa ricerca, colta e coraggiosa, che si muove tra le pieghe della storia dell'arte in avanti e a ritroso»

- Annalisa Cattani (Marketing e nuovi media, Università di Ferrara) 
 

«Marabini è […] un artista consapevole, che si confronta con il reale e tende a rappresentarlo soggettivamente» 

- Ariberto Scolli (alias m° Roberto Prosseda, Associazione Mendelssohn)
 

«I ritratti di Marabini sprigionano un'enigmatica energia che lascia esterefatti, ma nel contempo gratificati. Invero l'intensa luminosità interiore degli sguardi genera nello spettatore un rinvigorente moto dello spirito in una sorta di struggente catarsi» 

- Avv. Guido Grandi (Bologna)