
Lorenzo Marabini vince il Concorso d’Arte “Teodorico, detto Il Grande, nel 1500° anniversario della morte. Il Mausoleo di Teodorico era un monumento funebre per il re?” con l’opera Tenta tanto, non temere, dittico, 50 × 120 cm, acrilico su tela, 2026.
Il Concorso è stato indetto da CARP Ravenna e Pallavicini22 Art Gallery con la finalità di celebrare i 1500 anni dalla morte del re degli Ostrogoti, avvenuta a Ravenna il 30 agosto 526 d.C.
La Giuria composta da: Claudia Agrioli, proprietaria della Pallavicini22 Art Gallery e Presidente Carp; Luca Maggio, critico d’arte, curatore e socio onorario di CARP; Sandro Malossini, curatore di mostre ed eventi d’arte, Direttore artistico dell’Associazione Arcipelago e socio onorario di CARP; Sandra Manara, architetto, già Direttrice dei monumenti di Teodorico il Grande a Ravenna (2017-2025); Roberto Pagnani, artista, curatore dell’Archivio Collezione Ghigi-Pagnani, curatore artistico dello spazio espositivo Pallavicini22 Art Gallery e Vicepresidente di CARP; Giuseppe Palumbo, illustratore (Diabolik, Tex, Martin Mystere, creatore di Ramarro) e docente di illustrazione fumetto, autore della storia a fumetti “16 possibili usi del Mausoleo”, Vincitore del Concorso MIC (Ministero della Cultura) “Fumetti nei musei” ambientata nel Mausoleo di Teodorico.
Testo descrittivo del bando:
“Era un monumento funebre per il re? Certo, ma non solo. I grandi blocchi di pietra del Mausoleo di Teodorico sussurrano racconti e leggende. Parlano di un bambino che aveva paura dei fulmini, fu mandato come ostaggio a Bisanzio, poi tornò, diventò un potente sovrano e conquistò l’Italia. Un re ha amici e nemici, sa essere generoso e spietato, ama e tradisce. In questo edificio, ammirato nei secoli da ingegneri e architetti, pittori e poeti, è custodito il suo segreto. Un mistero a metà tra l’umano e il divino, narrato in sedici storie, antiche, future e senza tempo.”
(Tratto da “16 possibili usi di un mausoleo” di Giuseppe Palumbo, Coconino 2019)
Testo di Lorenzo Marabini:
Il corpo senza testa e il monumento privo della base sono entrambi incompleti: soltanto avvicinandoli prende forma una figura composita e unitaria.
Il dittico suggerisce che, nell'immaginario collettivo, Teodorico e il suo Mausoleo non possano ormai essere separati. L'uomo, un tempo bambino timoroso, è diventato monumento; il monumento, a sua volta, continua a generare l'immagine dell'uomo, mantenendone vivo il ricordo e richiamando un progetto politico e sociale fondato sulla convivenza e sulla mediazione tra civiltà diverse. Il fondo chiaro isola la figura composita, conferendole un carattere quasi iconico e sospendendola al di fuori di un luogo e di un tempo precisi.
Con il patrocinio di: Regione Emilia Romagna, Comune di Ravenna, Accademia Belle Arti di Ravenna, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale
E col sostegno di diversi sponsor e media partner
Lorenzo Marabini





